Voci da Arcobaleno


OPERATORI

Marisa Brigantini, Responsabile Terapeutica " Arcobaleno"

" Arcobaleno". Storia di carcere e di idee. Storia di lotte e conquiste. Storia di volontà di "essere" presenti con altri nomi ed altre aspettative. E' il voler credere che il "tempo vuoto" del penitenziario abbia finalmente un senso, che il tempo vuoto si trasformi in "tempo significato". Tante storie, ma tutte con la stessa trama: droga. carcere, dolore. ..e poi?
Lavorando qui, confrontandomi ogni giorno con esperienze diverse, con colleghi e non, si scopre che il "poi" è il tentativo, non onnipotente, di costruire altre opportunità di vita, di riprovare a giocarsi e rimodellarsi in giorni di continue sfide. Anche quando tutto sembra perso...c'è un "Arcobaleno" che indica la strada per trovare un tesoro... te stesso.



Ispettore Serri Giorgio

Sono un Ispettore di Polizia penitenziaria e da circa un anno opero nella struttura a custodia attenuata "Arcobaleno" presente all'interno della Casa Circondariale "Le Vallette" di Torino e che dall'anno 1992 si occupa di detenuti tossicodipendenti, riportando all'interno del carcere una modalità di trattamento secondo il modello delle Comunità Terapeutiche per tossicodipendenti.
In " Arcobaleno" la Polizia penitenziaria ha un doppio ruolo in quanto oltre a svolgere ovviamente mansioni di custodia e sicurezza partecipa attivamente anche nel trattamento riabilitativo dei tossicodipendenti presenti in struttura alla pari delle altre figure professionali preposte al trattamento, per cui l'agente di P.P. è considerato "operatore" a tutti gli effetti.
Certo non è facile rivestire questo doppio ruolo perché occorre mettersi in gioco, superare i preconcetti, accettare e farsi accettare, ma credo che tali difficoltà siano comunque appagate dalla qualità di lavoro che l'agente fornisce, poiché egli vede esplicate e riconosciute le proprie potenzialità professionali che il carcere normale non mette in risalto.
" Arcobaleno" rappresenta per la Polizia penitenziaria anche un valido strumento di crescita professionale e personale perché il diretto e continuo confronto con gli altri operatori penitenziari del trattamento permette l'acquisizione ed elaborazione di determinati concetti rieducativi che alla fine tornano utili anche nella vita comune.
Posso dire che anche il rapporto personale diverso che si instaura con l'utenza di "Arcobaleno" è fonte di crescita personale perché permette di riflettere su particolari aspetti umani della detenzione che sicuramente non vengono evidenziati e trattati in altri contesti e si arriva quindi a dare il giusto riconoscimento a certi valori umani.
Sicuramente è impensabile avere un carcere che rispecchi il modello di "Arcobaleno" ma certamente Arcobaleno evidenzia quello che dovrebbe essere un carcere, cioè non un luogo di semplice contenimento ma un luogo in cui tutto deve avere un senso. Le persone, gli spazi, il tempo. Ed anche il lavoro della Polizia Penitenziaria.



Agente

Sono uno di quelli Agenti di Polizia penitenziaria che nell'ormai lontano 1992 ha mosso i primi passi in una realtà prima di allora abbastanza sconosciuta, vale a dire Comunità di recupero per tossicodipendenti nello specifico:Arcobaleno .
Devo ringraziare chi mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza che permette di confrontarmi giornalmente con persone che chiedono aiuto per riprendere un cammino in una società esterna, già piena di difficoltà ed insidie per le persone che non hanno problemi di tossicodipendenza, dietro i quali si nascondono altri problemi che possono essere familiari economici eccetera.
Devo dire comunque che di Arcobaleno ne abbiamo bisogno un po' tutti perché personalmente mi ha dato tanto sia umanamente che professionalmente, e sono orgoglioso di far parte di questo fazzoletto di carcere che qualcosa di positivo riesce a realizzare.



Agente scelto

Sono l'agente scelto C.C. Lavoro da circa due anni in questa struttura, dopo averne trascorsi 7 in un padiglione di normale detenzione, dove con il trascorrere di questi anni, anche il mio carattere si era modificato diventando più freddo e distaccato dai problemi sociali.
Lavorando presso la struttura Arcobaleno dopo un primo momento di sbigottimento, dopo essermi messo in giuoco, ho riscoperto l'umanità che poc'anzi ho citato.



Sovrintendente

Sono M.A., Sovrintendente di Polizia penitenziaria e lavoro da Ottobre '93 in Arcobaleno.
Dopo tanti anni posso dire che questa esperienza mi ha dato modo di vedere la realtà penitenziaria in modo diverso, avvicinarmi a problematiche difficili come la tossicodipendenza, rapportarmi con i ragazzi, lavorare in equipe: sono esperienze che per forza di cose, ti mettono in gioco, ti fanno riflettere, ti fanno crescere.
La sicurezza è importante, ma ritengo sia anche utile il trattamento. E questo che aiuta la custodia attenuata.
Ho ancora molti anni di lavoro davanti a me, spero di poter continuare ad occuparmi di questa struttura dando, come ho fatto fino ad oggi, il mio contributo.



Educatore

Il mio nome è Vicario Albino. Sono un Educatore Professionale e dal 1987 mi occupo di Tossicodipendenze nei trattamenti Comunitari.
Da un anno lavoro all'interno del carcere nella sezione a custodia attenuata Arcobaleno come responsabile della fase Comunità Terapeutica.
Cosa dire: è un'esperienza professionale e personale molto interessante e stimolante.
Partecipare attivamente ad un'iniziativa così complessa e articolata è per me fonte di continue soddisfazioni.
Vi voglio lasciare con un pensiero che con i ragazzi discutiamo quotidianamente: non è difficile uscire dal carcere, la sfida è non rientrare più.



Psicologo

Mi chiamo Alberto Astesano e svolgo la professione di psicologo nel progetto Arcobaleno, esperienza che mi ha fatto incontrare un mondo emotivamente ricco, affascinante, talvolta contraddittorio, un ambiente dove gli sguardi si intrecciano in un'umanità che lascia il segno.
Sofferenza, speranza, sogni, illusioni,creatività,tristezze e sorrisi... vite concentrate in piccoli spazi, stralci di libertà tentate.
Ma che cosa dovrebbe essere un carcere ??!
Lavorando con i miei colleghi, gli agenti e la Direzione ho preso coscienza del mio obiettivo, ovvero quello di restituire al carcere la sua funzione paterna cioè quella di essere non più un impersonale controllore che chiude e apre ma piuttosto una presenza umana attenta che guarda, si coinvolge, segna i limiti, insomma un luogo che può creare ricordi, imprimere immagini che possono sostenere la vita.
Arcobaleno cerca, come un genitore umanamente imperfetto, di rappresentare nella realtà ciò.


DETENUTI


Sereno

Vivevo come se dovessi morire l'indomani e pensavo come se non dovessi morire mai, restare fermo nel passato, non mi aiuta a vivere il futuro. Grazie Arcobaleno perché mi hai insegnato a capire, apprezzare e amare.


Giovanni

Dopo tanti anni di tristezza e solitudine mi sono immerso in un mondo pieno di colori, questo si chiama "Arcobaleno", dove ci si trova amore, affetto, amicizia e solidarietà. Tutti quei valori che negli anni citati avevo perduto e qui con i miei compagni di comunità li sto ritrovando, dando un senso alla bellezza della vita.


Graziano

Ritrovare un gruppo di persone con la quale condividere l'esperienze i sentimenti che nel bene e nel male segnano la sorte degli uomini.
Questo posto è Arcobaleno, tante mani protese verso i nostri cuori, che dal buio della solitudine, cominciamo a credere nuovamente nella vita, attraverso gli altri.


Mauro

Sono pochi giorni che mi trovo in questa struttura, "Arcobaleno". Sono veramente molto confuso, ciò che posso dire è che mi auguro di trovare una posizione, comunque. Io sto bene sopratutto con me stesso e con le altre persone che mi circondano e non nascondo che ho tante tantissime difficoltà, però non ho paura di affrontarle e desidero far risalire in superficie i valori che ho dentro.


Luigi

"Arcobaleno" è un posto dove posso avere ma soprattutto dare tanto.


Pietro Luigi

Ogni giorno, centinaia e centinaia muoiono per la droga e non diventeranno grandi.
Grazie ad "Arcobaleno" vogliamo diventare nonni.


R. M.

Il sapere che all'interno di una struttura penitenziaria ci sia la possibilità per molti ragazzi di riprendersi in mano la propria vita, può essere uno stimolo per non drogarsi più, questo grazie ad "Arcobaleno".


Andrea '70

Arcobaleno è una struttura all'interno del carcere che ti offre la possibilità di darsi il diritto di recuperare la propria vita, perché stare in carcere e continuare a fare il parassita?


Eugenio

Ho sempre vissuto con la presunzione di conoscermi tanto di pensare di potercela fare senza l'aiuto di nessuno, a circa quattro mesi della mia permanenza qui mi sono reso conto di quante lacune e difficoltà io abbia ma soprattutto quanto è importante avere un po' di umiltà in maniera tale che tu possa cercare ed accogliere una mano tesa come in questo caso "Arcobaleno".


Anonimo

Cos'è "Arcobaleno"?
Arcobaleno per me è una struttura importante all'interno di un carcere, dove oggi io sto provando a recuperare la mia vita e riuscire a dare un valore alle cose che faccio, al di là di quello che ero prima oggi sicuramente sono migliorato.



Patrick

Dietro ad un muro di cinta emerge un arcobaleno che accende la speranza a persone che vogliono uscire da un tunnel senza "colori".


Piero

Pensando al corso della mia vita ricordo cose, forme, persone e colori senza senso, un giorno nel mio cammino incontrai un Arcobaleno pieno di colori, gioia, dolore e amore con persone pronte a condurmi dentro la mia "vita"spenta da diversi anni. Oggi giorno dopo giorno prendo la conoscenza che i giusti sensi si chiamano " sentimenti", lo splendore dei colori formato da amici si chiama Arcobaleno.


Germano

Questo pensiero è nato grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini in questo periodo così speciale, con voi ho ritrovato le radici dell'amicizia, attraverso un gesto, un cenno, uno sguardo un pensiero la via giusta arrivata per magia nel momento più difficile. Parlo di amici, operatori, conoscenti, sconosciuti e fratelli, tutti compagni di un viaggio che dipenderà solo da noi se ci porterà lontano. Ora non ho più paura di cadere, voglio sbagliare e rialzarmi con le ossa rotte, cambiare mille volte forma ed essere sempre me stesso, non ho paura di crescere, di affrontare lo specchio e non ho limiti per dirvi grazie.


Sergio

Una concreta speranza, un solido approdo nel mezzo di un profondo mare fatto di sofferenza, solitudine e disperazione, dove la dignità di un uomo non esiste più.
Prigioniero per lunghi anni, prima di me stesso delle mie paure e insicurezza e solo dopo… della droga e delle mura di un carcere. Ora qui posso lottare con l'aiuto e il cuore di tante persone per ritornare a essere padrone della mia esistenza.
Avrei un desiderio, quello che di realtà come questa ne sorgessero tante altre altrove, perché penso a migliaia di ragazzi come me che se solo avessero l'occasione che ho io oggi essi si potrebbero salvare. Vorrei che la società potesse guardare da vicino cosa siamo capaci di fare e chi siamo veramente, che si può fare qualcosa di diverso anche tra le mura di un carcere, in fondo quello che io e i miei compagni vogliamo con forza e tornare a vivere nella società da uomini liberi nell'animo e onesti. Questo è "Arcobaleno", si prende cura di me perché io possa tornare tra di voi a vivere una vita sana e dignitosa.
Oggi riesco a sorridere e questo vuol dire che c'è ancora speranza e fiducia dentro di me.

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