CONVEGNO

Persone con disabilità: risorse e valori da scoprire

Saluto delle Autorità

Padre A. Sarotto, dott. A. Consoli, dott.ssa M. Cotto, dott.ssa R. Magno

Sabato 23 marzo 2002, presso la sala conferenze della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, si è tenuto un convegno dal titolo "Persone con disabilità: risorse e valori da scoprire".
La manifestazione, organizzata dal Cottolengo, in collaborazione con il C.F.P.P. (Centro di Formazione Professionale Piemontese) e patrocinata dalla Regione Piemonte, ha voluto essere una riflessione a più voci su diversi aspetti della disabilità.

Prendendo spunto dalla particolare esperienza avviata due anni fa nella Casa Circondariale di Torino e denominata "La pietra scartata dai costruttori…", si è potuto apportare un nuovo stimolo alla discussione in corso.
L'incontro fra due realtà di esclusione sociale, bisognose di assistenza, ha favorito l'opportunità di sperimentare una dimensione di mutua accoglienza e di crescita umana reciproca.

partecipanti al convegnoRisorse inattese e nuovi valori suscitati da questa interazione sono il primo risultato di un progetto che ha richiamato l'attenzione su potenzialità da valorizzare.
"La pietra scartata dai costruttori…", infatti, è andata ad incastrarsi perfettamente fra le altre realtà presentate durante la giornata congressuale. Dai due filosofi "diversabili", Stefano Toschi e Andrea Tinti di Bologna, alla dott.sa Angela Carlino di Roma; dalla psicologa Raffaella Palumbo, terapeuta del Cottolengo, al dottor Albino Consoli, primario della A.S.L. 5 di Rivoli, sono emersi tratti di diversa connotazione ma con significative esigenze comuni.
In primo luogo, la necessità di realizzare una maggiore cooperazione che consenta di far emergere le moltissime esperienze ancora variamente disarticolate e favorirne la loro integrazione e valorizzazione.

Su proposta del responsabile del progetto, fratel Marco Rizzonato, si è tenuta in carcere, nel pomeriggio precedente il convegno, una fase "precongressuale" con la finalità di consentire un momento di partecipazione anche a quelle persone detenute promotrici del progetto "La pietra scartata". L'appoggio e la collaborazione della Direzione, che ha consentito l'ingresso in Istituto ai principali relatori del convegno, hanno reso possibile un proficuo e toccante confronto fra tutti gli interessati, contribuendo a favorire i presupposti di ulteriori positivi sviluppi.

partecipanti al convegnoSolo due persone detenute hanno poi potuto presenziare al convegno, grazie ad un permesso premio accordato loro dal Magistrato di Sorveglianza. Nei loro interventi, introdotti dalla dott.sa M.C. Sidoni, vicedirettrice del carcere di Torino, hanno raccontato dell'impegno volontaristico avviato in carcere, sottolineandone i connotati riparativi dai quali è derivata l'esperienza di questi ultimi anni. Nella conclusione, hanno desiderato rimarcare l'auspicio che questo loro percorso possa incontrare il necessario sostegno e quei supporti che consentano un possibile allargamento ad altre realtà penitenziarie, nonché la esigenza di individuare spazi esterni utili a integrare energie ed esperienze che provengano dai percorsi intrapresi nel circuito carcerario.

momento del saggio teatraleA rendere ancor più significativa la giornata di lavoro, allietandola con una pausa artistica, ha contribuito un gruppo di persone disabili del Cottolengo, con un toccante saggio teatrale dal titolo "Outsider" -guidato dalla delicata sensibilità della dott.ssa Raffaella Palumbo, psicoterapeuta esperta in "danza-terapia".

Il convegno si è concluso con una "tavola rotonda", moderata dal dott. Ghibaudi (esperto di mediazione penale presso il Tribunale dei Minori di Torino), che ha consentito di entrare più concretamente nel merito delle proposte e dei possibili strumenti utili a pianificare le prossime iniziative, con particolare riferimento all'appuntamento del 2003, anno europeo dedicato alle persone disabili.

La manifestazione ha registrato la partecipazione di circa 200 persone variamente provenienti dal mondo del volontariato e dei servizi alla persona. Vi è stata inoltre una certa presenza di familiari di persone disabili, che ha contribuito a rendere l'ambito dei lavori ricco di condivisa emotività e genuino trasporto.

Parlare di carcere e disabilità, dunque, non sempre significa evocare solo negatività, ma può essere anche occasione per considerare esperienze personali socialmente valevoli e la potenzialità di risorse umane opportunamente reintegrabili.


Interventi:

"La persona con disabilità è risorsa di vita"
dott. Stefano Toschi

"Quale futuro per la persona disabile?"
dott. Andrea Tinti

"Persone in detenzione, risorse ed esperienze di vita con persone disabili"
Bruno Cappelli e Antonino Saia

 


 

 

Inizio Pagina