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Presentazione:
Il
mio percorso professionale, iniziato nella Casa Circondariale
"Le Nuove" di Torino, ha registrato sin dall'inizio
l'amaro sapore dell' impatto con una realtà difficile,
ai margini della tolleranza sociale, con il carcere ancora
blindato che non permetteva, all'opinione pubblica, di conoscere
a fondo la quotidianità di una esistenza "dentro
le sbarre".
L'ingresso
in Istituto, vedeva un ragazzo giovanissimo, arruolatosi più
per esigenza che per convinta volontà, assorbire fin
dall'inizio la richiesta di umana comprensione, che
dalle mura delle celle si levava assordante.
La
voglia di aiutare e la necessità di assicurare il
servizio istituzionale, a cui ero chiamato a rispondere,
spesso si scontravano con mentalità e modi di operare
ancora fondamentalmente chiusi.
L'anno
1983 ha segnato per me il passaggio al ruolo dei
sottufficiali, nonchè una nuova esperienza lavorativa
nella sede dell'isola di Pianosa, carcere speciale destinato
esclusivamente al contenimento di spiccate personalità
criminali.
Pianosa
ha costituito il primo incarico di rilevante responsabilità
poichè mi sono trovato ad assumere il comando della
cosiddetta "Diramazione speciale" denominata
"Agrippa" ove erano ristretti i detenuti
a più alto indice di pericolosità.
Dopo
circa due anni, raggiunta nuovamente la sede di Torino, ho
aderito ad un iniziale progetto di recupero per detenuti
tossicodipendenti, il quale, nel suo naturale sviluppo,
ha portato al riconoscimento da parte dell'Amministrazione
Centrale, di un programma più ampio oggi denominato
"Arcobaleno".
L'adesione
al progetto, è stata determinata dalla volontà
di prestare attenzione alla fascia più fragile
della popolazione detenuta poichè i tossicodipendenti
sono i soggetti maggiormente vulnerabili e spesso oggetto
di prevaricazione.
L'occasione,
durata circa dieci anni, è stata utile esperienza
oltre che fattore di crescita personale e professionale, sia
per la ricchezza dei rapporti umani sviluppatisi che per i
contatti con gli organi del territorio, istituzionali e non,
che si occupano del fenomeno tossicodipendenza.
L'attuale
incarico di Comandante del Reparto della Polizia Penitenziaria
di Torino, conferitomi nel giugno del 2000, è
una funzione di particolare responsabilità poiché
costituisce la massima espressione della Polizia Penitenziaria
in ambito locale.
La
legge istitutiva, affida al Comandante del Reparto, particolari
compiti che, oltre a garantire la sicurezza dell'Istituto,
prevedono il conseguimento del corretto funzionamento dello
stesso, il mantenimento della disciplina e il raggiungimento
dei fini trattamentali previsti dalla Legge e dai Regolamenti.
Presentare
questo nuovo sito è per me circostanza particolarmente
gradita in quanto lo ritengo non solo un apprezzabile strumento
di costruttiva interazione ma anche il segno del cambiamento
di un contesto che, grazie all'opera di molti, comincia ad
integrarsi maggiormente nel sociale e nel territorio, consapevole
di costituirne porzione fondamentale.

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