Servizi Religiosi

Il Cappellano

Don Piero Stavarengo

Nato il 19 settembre1938 ad Asmara (Eritrea)
Residente a Torino
Sacerdote dal 1968, e impegnato a svolgere varie mansioni affidategli dal Vescovo in tutta la Diocesi di Torino

Cappellano della Casa Circondariale di Torino dal 1 gennaio del 1994

Don Piero Stavarengo

LA MIA ESPERIENZA

Nel gennaio del 1994, in obbedienza alla chiamata del Vescovo, iniziavo il servizio di cappellano del carcere presso la casa circondariale di Torino.

Incarico che sentivo importante e allo stesso tempo impegnativo, data la particolare e delicata condizione di sofferenza umana cui mi apprestavo ad avvicinare ma soprattutto perché si trattava di dare il cambio ad un impareggiabile predecessore.

Rendendomi conto dell'insufficiente conoscenza che a quei tempi avevo del mondo penitenziario pensai doveroso rivolgermi proprio a lui, al Padre Francescano Ruggero Cipolla, che prima di me aveva dedicato, con infinita passione, 50 anni della propria vita al servizio presso il carcere torinese. I nostri contatti, che a tutt'oggi durano, servirono per garantire un "decollo morbido", e mi aiutarono inoltre a coniugare opportunamente i bisogni di continuità con le necessità di innovazione -sempre presenti in quello che è il difficile compito dei cappellani.

Particolarmente utili, per altro lato, furono anche le partecipazioni agli incontri mensili con i volontari aderenti alla Conferenza di S. Vincenzo de' Paoli -prodighi di consigli e indicazioni. Si aggiunsero inoltre i molteplici incontri con l'allora direttore d'Istituto dott. Castoria, indispensabili (quelli di allora come quelli odierni con l'attuale direttore, il pregiatissimo dott. P. Buffa) per venire a capo di tutti quei problemi diversamente "irrisolvibili".

In considerazione dell'elevato e crescente numero di quanti si trovano a trascorrere un periodo della propria esistenza in carcere, oltre che delle nuove esigenze di maggior attenzione a queste delicate problematiche maturate da parte della Diocesi torinese, venivo subito affiancato nel mio incarico dal confratello don Alfredo Stucchi, che a tutt'oggi mi coadiuva in totale sintonia e dedizione.

LA NOSTRA OPERA

Sotto l'aspetto strettamente religioso e liturgico ci occupiamo di celebrare, tra prefestive e festive, 12 sante messe settimanali, nei vari reparti distaccati. A queste si aggiungono le circostanze particolari di Natale, Pasqua, commemorazione dei defunti e festa del S. Patrono Giuseppe Cafasso.

Quotidianamente ci dedichiamo, anche dietro semplici segnalazioni, al sostegno morale e spirituale di quei detenuti che, per particolari vicende o per specifica condizione psicologica, si trovano a sperimentare situazioni di sconforto particolare.

Considerata la particolare attenzione che il nostro Cardinale Arcivescovo Mons. Severino Poletto intende sempre riservare ai detenuti e al personale di Polizia Penitenziaria, è nostra cura organizzare anche alcune sue visite nel corso dell'anno.

Particolare attenzione poi, viene riservata a quei detenuti appartenenti a confessioni religiose diverse da quella Cattolica che segnalano il desiderio di un incontro con ministri del loro culto. Per loro ci attiviamo affinché tali incontri avvengano tempestivamente e con la necessaria continuità.

Sotto l'aspetto pastorale in senso lato, l'occupazione quotidiana prevede il nostro impegno anche in numerosi altri adempimenti, verso i quali procuriamo renderci disponibili ogni qualvolta si renda necessario.

Si tratta spesso di offrire un minimo sostegno a quei detenuti che vengono a trovarsi in particolari difficoltà: bisogni a volte semplici, altre volte più significativi, di cui però l'amministrazione penitenziaria spesso non può farsi carico. Costantemente ricorrenti sono l'approvvigionamento di francobolli e cancelleria, l'invio di telegrammi, comunicazioni con la famiglia o con i propri legali, ricambi di biancheria intima, dentifricio, creme da barba o paste adesive per protesi, occhiali ecc. Alcune volte si presentano bisogni d'integrazione di cibo e, particolarmente per i Musulmani, in occasione del Ramadam, anche di bombolette di gas e fornelli per potersi alimentare con cibi caldi, al di fuori dei normali orari di distribuzione dei pasti. E' anche accaduto di essere riusciti a procurare una protesi per un arto inferiore ad un detenuto straniero, ammalato.

Considerato l'elevato numero di detenuti e la varietà di nazionalità presenti, questo genere di esigenze impegnano di fatto una parte notevole del nostro tempo, delle nostre energie, nonché risorse economiche che arrivano ad incidere sulla quasi totalità delle nostre personali dotazioni.

Certamente, uno degli impegni cui aderiamo con maggior gioia, e che in qualche modo può rappresentare il coronamento dei nostri sforzi, riguarda gli interventi di positiva ricomposizione di relazioni famigliari interrotte, la promozione di percorsi di riconciliazione ove siano presenti ferite risanabili, o, quando concordato con la Magistratura di Sorveglianza, la piena disponibilità ad accompagnare alcuni detenuti nel loro primo permesso premio.

Difficile era immaginare agli inizi un impegno così cospicuo ed intenso. È nostra convinzione comunque che se siamo riusciti in qualche modo a far fronte a tutto ciò lo dobbiamo anche ai tanti consigli, alle segnalazioni ed agli aiuti di tutte quelle persone sensibili che non hanno mai rinunciato ad esserci vicine.

Restiamo quindi sempre aperti e disponibili verso tutti coloro che vorranno offrirci attenzione, suggerimenti ed aiuti. Chi intendesse contattarci, oltre che via e-mail, può rivolgersi al seguente indirizzo:

Ufficio dei Cappellani, Casa circondariale, Str. Pianezza n. 300,
10151 TORINO. Telefono: +39.011.455.75.85.

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don Piero, celebrando con Padre Ruggero
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