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LA
MIA ESPERIENZA
Nel
gennaio del 1994, in obbedienza alla chiamata del Vescovo,
iniziavo il servizio di cappellano del carcere presso la casa
circondariale di Torino.
Incarico
che sentivo importante e allo stesso tempo impegnativo,
data la particolare e delicata condizione di sofferenza
umana cui mi apprestavo ad avvicinare ma soprattutto perché
si trattava di dare il cambio ad un impareggiabile predecessore.
Rendendomi
conto dell'insufficiente conoscenza che a quei tempi avevo
del mondo penitenziario pensai doveroso rivolgermi proprio
a lui, al Padre Francescano Ruggero Cipolla,
che prima di me aveva dedicato, con infinita passione, 50
anni della propria vita al servizio presso il carcere torinese.
I nostri contatti, che a tutt'oggi durano, servirono per garantire
un "decollo morbido", e mi aiutarono inoltre a coniugare
opportunamente i bisogni di continuità con le
necessità di innovazione -sempre presenti in
quello che è il difficile compito dei cappellani.
Particolarmente
utili, per altro lato, furono anche le partecipazioni agli
incontri mensili con i volontari aderenti alla Conferenza
di S. Vincenzo de' Paoli -prodighi di
consigli e indicazioni. Si aggiunsero inoltre i molteplici
incontri con l'allora direttore d'Istituto dott.
Castoria, indispensabili (quelli di allora come quelli
odierni con l'attuale direttore, il pregiatissimo dott.
P. Buffa) per venire a capo di tutti quei problemi diversamente
"irrisolvibili".
In
considerazione dell'elevato e crescente numero di quanti si
trovano a trascorrere un periodo della propria esistenza in
carcere, oltre che delle nuove esigenze di maggior attenzione
a queste delicate problematiche maturate da parte della Diocesi
torinese, venivo subito affiancato nel mio incarico dal confratello
don Alfredo Stucchi, che a tutt'oggi mi coadiuva in
totale sintonia e dedizione.
LA
NOSTRA OPERA
Sotto
l'aspetto strettamente religioso e liturgico ci occupiamo
di celebrare, tra prefestive e festive, 12 sante messe
settimanali, nei vari reparti distaccati. A queste si
aggiungono le circostanze particolari di Natale, Pasqua, commemorazione
dei defunti e festa del S. Patrono Giuseppe Cafasso.
Quotidianamente
ci dedichiamo, anche dietro semplici segnalazioni, al sostegno
morale e spirituale di quei detenuti che, per
particolari vicende o per specifica condizione psicologica,
si trovano a sperimentare situazioni di sconforto particolare.
Considerata
la particolare attenzione che il nostro Cardinale Arcivescovo
Mons. Severino Poletto intende sempre riservare ai
detenuti e al personale di Polizia Penitenziaria, è
nostra cura organizzare anche alcune sue visite nel
corso dell'anno.
Particolare
attenzione poi, viene riservata a quei detenuti appartenenti
a confessioni religiose diverse da quella Cattolica che segnalano
il desiderio di un incontro con ministri del loro culto. Per
loro ci attiviamo affinché tali incontri avvengano
tempestivamente e con la necessaria continuità.
Sotto
l'aspetto pastorale in senso lato, l'occupazione quotidiana
prevede il nostro impegno anche in numerosi altri adempimenti,
verso i quali procuriamo renderci disponibili ogni qualvolta
si renda necessario.
Si
tratta spesso di offrire un minimo sostegno a quei detenuti
che vengono a trovarsi in particolari difficoltà: bisogni
a volte semplici, altre volte più significativi, di
cui però l'amministrazione penitenziaria spesso non
può farsi carico. Costantemente ricorrenti sono l'approvvigionamento
di francobolli e cancelleria, l'invio di telegrammi, comunicazioni
con la famiglia o con i propri legali, ricambi di biancheria
intima, dentifricio, creme da barba o paste adesive per protesi,
occhiali ecc. Alcune volte si presentano bisogni d'integrazione
di cibo e, particolarmente per i Musulmani, in occasione del
Ramadam, anche di bombolette di gas e fornelli
per potersi alimentare con cibi caldi, al di fuori dei normali
orari di distribuzione dei pasti. E' anche accaduto di essere
riusciti a procurare una protesi per un arto inferiore ad
un detenuto straniero, ammalato.
Considerato
l'elevato numero di detenuti e la varietà di nazionalità
presenti, questo genere di esigenze impegnano di fatto una
parte notevole del nostro tempo, delle nostre energie, nonché
risorse economiche che arrivano ad incidere sulla quasi
totalità delle nostre personali dotazioni.
Certamente, uno degli impegni cui aderiamo con maggior gioia,
e che in qualche modo può rappresentare il coronamento
dei nostri sforzi, riguarda gli interventi di positiva ricomposizione
di relazioni famigliari interrotte, la promozione di percorsi
di riconciliazione ove siano presenti ferite risanabili,
o, quando concordato con la Magistratura di Sorveglianza,
la piena disponibilità ad accompagnare alcuni detenuti
nel loro primo permesso premio.
Difficile
era immaginare agli inizi un impegno così cospicuo
ed intenso. È nostra convinzione comunque che se siamo
riusciti in qualche modo a far fronte a tutto ciò lo
dobbiamo anche ai tanti consigli, alle segnalazioni ed agli
aiuti di tutte quelle persone sensibili che non hanno mai
rinunciato ad esserci vicine.
Restiamo
quindi sempre aperti e disponibili verso tutti coloro che
vorranno offrirci attenzione, suggerimenti ed aiuti. Chi intendesse
contattarci, oltre che via e-mail, può rivolgersi al
seguente indirizzo:
Ufficio
dei Cappellani, Casa circondariale, Str. Pianezza n. 300,
10151 TORINO. Telefono: +39.011.455.75.85.
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