Trattamento Penitenziario

Area pedagogica

 

 

Pagina a cura dell'Ufficio Educatori


Psicologo, prof.  F. Tagliente
Un esperto del trattamento penitenziario in
un momento didattico con una scolaresca

Presentazione:

Come ribadito dalla Circolare Ministeriale del 07/02/1992 su "Costituzione e funzionamento delle aree", i compiti dell'Area Pedagogica sono vari ed articolati e si situano in una cornice di particolare riguardo alla dignità personale di ogni detenuto, promuovendo una cultura del rispetto dei doveri e dei diritti fondamentali.

Anche se formalmente costituita dalla suddetta circolare, solo ora questa Area si accinge a divenire operativa a tutti gli effetti, essendo giunte ormai in fase di completamento le procedure di riqualificazione del personale preposto.

L'Ufficio Educatori attualmente vede al suo organico effettivo:

Un collaboratore Amministrativo

Un Assistente Capo di Polizia penitenziaria

Tele personale, in qualità di Personale di segreteria tecnica, svolge un ruolo di supporto tecnico alle attività dell'Ufficio occupandosi di:
• Registrazione e archiviazione dei casi di osservazione e dei casi segnalati ai "Gruppi di Attenzione".
• Aggiornamento notizie relative alle attività trattamentali.
• Predisposizione dei programmi di trattamento ai sensi dell'art. 21 O.P. con effettuazione dei relativi controlli periodici e altro.



Sei Educatori Coordinatori a tempo pieno

Quattro Educatori Coordinatori part-time

Le competenze comuni ad ogni Educatore Coordinatore sono:

• Attività di osservazione e stesura della relazione finale di sintesi o comportamentale (art.13 Ordinamento Penitenziario).
• Effettuazione di "primo colloquio di osservazione" per i detenuti definitivi (art. 23 - 5° comma Regolamento di Esecuzione D.P.R. n.230 del 30/6/2000).
• Effettuazione di interventi su richiesta del detenuto (relazione di aiuto, attivazione di risorse e di collaborazione con figure professionali interne ed esterne).
• Attivazione e coordinamento di "Gruppi di Attenzione" all'interno dei singoli blocchi (attività di sostegno nei confronti dei detenuti che hanno messo in atto comportamenti autolesivi e anticonservativi, o hanno semplicemente manifestato una qualche forma di particolare disagio).
• Partecipazione ai "consigli di disciplina" (art. 14 bis O.P.).
• Partecipazione all'estrazione delle "commissioni" Vitto, Attività ricreative e sportive, biblioteca, su delega della Direzione (art. 9, 12 e 27 O.P.).
• Controllo dei generi vittuari, su delega della Direzione (art. 9 O.P.)
• Accompagnamento degli studenti tirocinanti nel loro iter formativo o di riqualificazione presso Scuole per Educatori Professionali.

A singoli Educatori Coordinatori sono inoltre affidate alcune competenze specifiche in ordine a:

• Coordinamento Ufficio Educatori.
• Progettazione/attivazione di interventi trattamentali nei confronti di detenuti stranieri.
• Coordinamento del servizio "Gruppi di Attenzione".
• Coordinamento attività scolastiche.
• Coordinamento attività trattamentali della sezione che ospita detenuti sieropositivi e in AIDS (Prometeo).
• Partecipazione alla commissione per la realizzazione degli inserimenti lavorativi interni.
• Coordinamento del gruppo di lavoro per la progettazione e realizzazione dei progetti lavorativi esterni.
• Coordinamento attività di osservazione e di trattamento all'interno dei progetti per tossicodipendenti inerenti al primo e al secondo livello trattamentale.
• Coordinamento dell'organizzazione dei corsi per gli Assistenti Volontari penitenziari.

Tutela affetti familiari
Studio devianza

F.A.Q.
Frequently Asked Question
(Risposte alle Domande più frequenti)
ECCO LE RISPOSTE AD ALCUNE DELLE DOMANDE PIÙ FREQUENTI CHE MOLTI DI VOI CI PONGONO:
Gentili signori, apprendo dal vostro sito che potete contare su un 'Area Pedagogica' che si occupa di trattamento penitenziario. In realtà non ho capito bene in cosa consiste, concretamente, l'osservazione dei detenuti e la loro rieducazione.
La pagina curata dagli educatori mi è parsa piuttosto fredda e burocratica.
Possibile che non abbiano altro da dire rispetto alla loro esperienza?
Che attività sviluppano con i detenuti?
In base a quali termini decidono con il Tribunale di Sorveglianza la concessione dei permessi e della semilibertà ai detenuti?
Prossimamente mi laureerò in Pedagogia e vorrei quindi sapere se oltre a questo titolo di studio sono richiesti altri particolari requisiti per poter fare richiesta di lavoro in carcere.
Vi ringrazio per l'attenzione ed auguro buon lavoro a tutti.
Gentile signore,
Lei ci chiede in cosa consiste l'osservazione dei detenuti e la loro rieducazione.
Cercheremo di risponderle in maniera chiara e comprensibile, anche se queste poche righe non sono sicuramente sufficienti per sviscerare un argomento così vasto e complesso, oltre che delicato.
Per attività di osservazione e rieducazione del detenuto si intende tutta una serie di adempimenti che vanno dai colloqui con la persona ristretta, all'organizzazione e sostegno di attività di gruppo e dei progetti, ai contatti con tutte le figure che ruotano attorno al detenuto (assistenti volontari, assistenti sociali del Ministero, psicologi, ministri di culto, operatori presenti sul territorio che conoscono il soggetto e/o la sua famiglia, ecc.) e che possono contribuire a formare un quadro generale che faccia trasparire le caratteristiche del soggetto: non solo quelle legate alla personalità, ma anche quelle legate alla famiglia e al tessuto sociale di provenienza.
Vi sono poi i contatti con la Magistratura di Sorveglianza e quelli volti a reperire informazioni di tipo giuridico (certificato penale, sentenza di condanna, ecc.).
Infine, l'atto conclusivo dell'osservazione è costituito dalla relazione di sintesi che raccoglie, coordinandole tra loro, tutte le informazioni acquisite e che fornisce indicazioni alla Magistratura di Sorveglianza per valutare le istanze tendenti ad ottenere i cosiddetti benefici di legge (Affidamento in Prova al Servizio Sociale, Semilibertà, Liberazione Anticipata, ecc.).
Lei ci chiede anche sulla base di quali elementi l'Area Pedagogica decide con il Tribunale di Sorveglianza la concessione dei permessi e della semilibertà. In realtà la decisione finale spetta esclusivamente alla Magistratura di Sorveglianza, è vero che la nostra relazione può assumere un peso notevole perché da essa traspaiono elementi importanti quali la revisione critica del vissuto, il comportamento intramurale, la volontà o il rifiuto dei familiari ad accogliere il proprio congiunto, la disponibilità all'assunzione da parte di un datore di lavoro, e molto altro.
Il Tribunale di Sorveglianza per pronunciarsi ricorre inoltre a tutta una serie di informazioni aggiuntive come ad esempio le relazioni prodotte dagli Organi di Polizia, dall'Ispettorato del Lavoro, ecc. nonché in materia di permessi, al parere non vincolante del Direttore dell'Istituto.
Nonostante l'argomento sia stato riassunto per sommi capi e, forse, anche un po' banalizzato, ci auguriamo che ora le sue idee in merito siano un po' più chiare. Ad ogni buon conto, se è intenzionato ad approfondire le problematiche penitenziarie ci scriva ancora, le invieremo alcuni riferimenti bibliografici.
Tra le altre cose, lei osserva che la pagina curata dagli educatori è fredda e burocratica. Ciò è in parte vero, ma l'urgenza di aprire il sito internet ha fatto sì che la scelta iniziale fosse proprio quella di limitarsi all'essenziale e solo in un secondo momento ci eravamo prefissati di rendere più amichevole ed accogliente tale spazio. Speriamo, nel giro di poco tempo, di poter mantenere fede a questo impegno.
Per concludere, le confermiamo che la laurea in pedagogia (come pure le lauree in Scienze Politiche, Giurisprudenza ed equipollenti) che lei conseguirà tra breve, è sufficiente per partecipare al concorso pubblico per diventare educatore o accedere alla carriera direttiva sempre in ambito penitenziario.
Distinti saluti.